Autore

Alberto Guggino

Fin dal suo esordio, la rivista picchioverde è alla ricerca di una giusta armonia fra testo e immagini, ma soprattutto punta a fare del contenuto fotografico un vero e proprio mezzo narrativo. Non che si tratti di un mestiere facile: raccontare per immagini ha certamente molti vincoli tecnici che sono estranei alla scrittura testuale, ma offre anche grandi potenzialità espressive. Se pensiamo, ad esempio, alla copertina di una rivista ci rendiamo conto immediatamente di quanto l’immagine scelta per creare il primo e immediato contatto con il potenziale lettore sia importante per comunicare un’idea, o almeno una suggestione, di quanto ci si possa aspettare dal contenuto.

Da queste considerazioni è nata l’idea di promuovere il concorso fotografico “Passaggi e Paesaggi”, con l’intenzione di stimolare i nostri lettori a osservare con maggiore attenzione il territorio e anche, perchè no? di raggiungere nuovi potenziali lettori.

Obiettivo del concorso era di fotografare un aspetto significativo del territorio di cui si occupa la rivista: paesaggi naturali o urbani, architetture, oggetti, persone, in grado di interpretare il tema del titolo, che gioca sulle parole “paesaggi” e “passaggi” con l’intento di porre l’attenzione sulla trasformazione del paesaggio, su eventuali contrasti, anche stridenti, privilegiando preferibilmente una lettura in grado di veicolare un messaggio critico.

Il concorso, a partecipazione gratuita e aperto a tutti i fotografi, professionisti e non, si è svolto dal 4 giugno al 20 luglio; i partecipanti hanno inviato le loro opere (un massimo di tre immagini ciascuno), che sono state valutate, oltre che dalla Redazione della rivista picchioverde, da una giuria composta da Giancarlo Cazzin (http://www.giancarlocazzin.com/), fotografo e studente di architettura del Politecnico di Torino, e i fotografi Mauro Fontana (http://maurofontana.divisare.pro) e Jordan A. Cozzi (www.jordancozzi.it).

La fotografia vincitrice del concorso è quella pubblicata in copertina su questo numero, mentre tutte le foto partecipanti le troverete nel video in calce a questo articolo.

Il concorso ha avuto una buona risposta: hanno partecipato 12 fotografi (su 25 che avevano richiesto la documentazione per l’iscrizione) con un totale di 31 immagini.

Sono risultate vincitrici del concorso a pari merito la fotografia “Soluzione intricata” di Lorenzo Marocco, pubblicata in copertina e la fotografia dal titolo “Nostalgia” di Adriana Savarino; la scelta della foto di copertina è stata dettata dal fatto che l’immagine di “Soluzione intricata” si presta meglio ad essere estesa in verticale.

L’immagine delle mani che sorreggono due fasci di vimini della foto “Nostalgia”, perfettamente in tema con l’argomento portante di questo numeroi, ovvero il vigneto, è pubblicata all’interno.

Nostalgia di Adriana Savarino

La foto “Soluzione intricata”, classificata prima ex aequo, ci è sembrata molto evocativa e in tema con il gioco di parole tra “paesaggi” e “passaggi”: estremamente efficace il punto di vista dal buio alla luce, all’uscita di questo tunnel verso un fitto sottobosco, attraverso cui filtra appena la luce del sole.

Terza classificata la foto “Semplicità”, di Pierluigi Quaglia, che interpreta bene il tema del concorso, con il paesaggio disegnato dal vigneto attraverso il passaggio tra i filari; quarto l’”Ossimoro” di Katiuscia Borno, che gioca sul contrasto tra antico e moderno; quinta la “Betlemme dimenticata”, lo scatto di Andrea Dioguardi che ritrae la bellissima cappella della Madonna di Balermo a Chieri, gravemente danneggiata dall’incuria e dal tempo.

Soluzione Intricata di Lorenzo Marocco

“La natura è più forte” è il titolo esemplificativo dell’immagine di Raffaella Firpo che si è classificata sesta: un rudere abitato da un albero imponente; e ancora è settima la foto di Bruno Cantino “tramonto da San Lorenzo di Mombello”, ottava “antiche trame”, l’immagine decadente della torre Tabasso, opera di Katiuscia Borno; nona la “Primavera ad Arignano” di Valeria Galeandro, una bella immagine dell’abitato di Arignano dominato dalla rocca medievale e dalla Villa Bianca, alle quali Valeria ha dedicato anche altri due scatti da segnalare come particolarmente riusciti.

Decima classificata la fotografia di Federica Bione dal titolo “Ferme come biglie”, un’immagine molto interessante, che gioca su forme e colori, sulle geometrie campestri e le tinte calde dell’erba e del grano tagliato.

Concludiamo con un ringraziamento a tutti i fotografi che hanno partecipato al concorso di picchioverde, anche per la pazienza, dato che con le vacanze di agosto il verdetto della giuria si è fatto attendere oltre le previsioni.