Oggi vi voglio raccontare l’esperienza di Annalisa Ramazio.

Il territorio biellese ha circa 18.220 ettari attualmente investiti a castagno, vale a dire il 39% della superficie boschiva e il 20% della superficie totale della provincia.

“L’albero del pane”, cosi è sempre stato chiamato il castagno, oppure semplicemente “L’Arbo”, con le sue preziose castagne ha sfamato intere generazioni negli inverni più rigidi. Le castagne si potevano conservare a lungo; si prestavano a moltissime ricette e potevano essere utilizzate come merce di scambio.

La raccolta era uno dei momenti più gioiosi per le comunità montane e collinari. Tuttavia con l’avvento dell’industria la cura dei boschi è stata gradualmente abbandonata. Da qui la necessità di lavorare per il recupero di questo grande patrimonio naturale sia colturale che culturale.

La diffusione e la promozione della coltivazione del castagno, la formazione, la preparazione e la gestione dei castagneti, dei sui frutti e dei sui prodotti e in particolare la promozione del castagno, delle castagne in tutte le sue forme diventano gli obiettivi dell’Associazione Biellese del Castagno che nasce nel giugno 2004 dall’incontro di 20 “visionari”: vivaisti, tecnici, proprietari di aziende agricole, pensionati, e tanti appassionati tra cui Annalisa Ramazio, biellese, ma rientrata dopo 15 anni di lavoro a Milano nella moda, per seguire questo progetto di cui si è innamorata subito.

Per valorizzare le castagne, l’associazione lavora con Comunità Montane, Comuni, Enti Parco, Istituti scolastici, Associazioni, Aziende agricole, florovivaistiche, dolciarie e alimentari. Partecipa a manifestazioni e conferenze a tema; organizza corsi di formazione per potatura e innesto, e cerca di raggiungere l’intero territorio biellese facendo:

– il censimento degli esemplari di qualità;

– il recupero di esemplari significativi;

– il recupero del ceduo e la realizzazione di nuovi impianti.

L’Associazione Biellese del Castagno vuole quindi dimostrare che può esistere una “nuova economia possibile” legata al castagno e ai suoi frutti. recuperando il più possibile il patrimonio castanicolo imparando a osservarlo con occhi nuovi, per fare in modo che “quello che il figlio ha dimenticato voglia ricordare il nipote”.

Nasce così nel 2008 il “Progetto integrato di valorizzazione del castagno biellese”, che persegue l’obiettivo di creare un unica filiera legata al castagno ed è sfociato nella creazione del marchio collettivo d’area “Castagna Biellese”

L’idea di avere un punto di conferimento finale con un’unica linea di lavorazione della castagna dislocata in una struttura razionale e facile da raggiungere ha completato il progetto, con l’intento di non puntare esclusivamente alla castagna fresca ma anche prodotti legati alla castagna secca e ai suoi derivati.

E’ stata necessaria quindi la creazione di una figura economica e operativa: nasce così nel 2011, da un piccolo gruppo di aziende agricole e privati, la Cooperativa Agricola “L’orto nel bosco” la quale opera affiancata dall’Associazione Biellese del Castagno, che svolge istituzionalmente la parte divulgativa e culturale, per lavorare la castagna in filiera corta e in un unico punto centrale sul territorio

Peccato che il 2010 sia stato l’ultimo anno di raccolta e che il Cinipide Galligeno,un piccolo insetto di colore nero, abbia dopo quell’anno paralizzato tutta la produzione e partendo da Cuneo è arrivato in tutta Italia e Europa e quindi nel biellese.

Ma Annalisa e soci non potevano mollare: la cooperativa si è trovata così ad iniziare a lavorare la castagna biellese nel primo anno di scarsissima produzione…

Nella sua Associazione sono presenti agronomi e tecnici che lavorano con il Dipartimento delle Scienze Agrarie, Forestali ed Alimentari dell’Università di Torino (DISAFA) e con l’Istituto Fitosanitario della Regione Piemonte per i rilasci dell’antagonista al Cinipide, il Torymus sinensis nel territorio Biellese .
Avevano predicato il recupero con un importante campagna di sensibilizzazione e poi abbandonare tutto… sarebbe stato un controsenso…

Allora, in attesa del ritorno delle castagne (e stanno tornando), hanno dato risalto ad altri prodotti delle aziende agricole socie aprendo uno spaccio agricolo di qualità.
Hanno creato una linea di prodotti con le castagne: confettura, creme di castagne con cacao, biscotti, castagne secche, pan di bosco (dolce con farina di castagne e castagne candite), dolcezza (preparato tipo cioccolata calda al gusto di castagna), crackers con farina di castagne al peperoncino, castagne senapate per formaggi e bolliti… Birra alla castagna…

Mi confida Annalisa: “Ce la stiamo mettendo tutta in questo periodo così difficile per farcela per il territorio Biellese che sta tentando nuove strade e nuovi modi di vita e perché altri “visionari” non mollino…noi stiamo provando a non farlo ma è veramente difficile…”

E allora io concludo cari amici del blog, che sarebbe bello aiutare Annalisa & C. a “togliere le castagne dal fuoco”.

Per trovare Annalisa

http://www.lortonelbosco.it

https://www.facebook.com/LortoNelBosco

E state in …campa(g)na

Alberto